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日志


2009/1/13

La notte.......

Stella Mezzaluna addormentataStella

E’ buia e fredda la notte,

 quando la si passa da soli.

 Solo un pensiero illumina il cuore,

è quello che tu prima o poi tornerai.

 Notte dopo notte mi lascio cullare dalle parole che ci siamo scambiati.

Ogni parola ricordata mi accompagna dolcemente nel mondo dei sogni,

 in cui non esiste distanza,

in cui, quando non sono con te,

tu sei lo stesso presente

ed io percepisco il tuo abbraccio

 e sento il sapore dei tuoi baci.

 

2008/4/25

Piatto come un piatto..(poesia mia)

Mi trovo solo ,
non so dir come..
mi sento perso in questo mondo
per me all'inverso..
che non è tondo ,
per me è piatto come un piatto..
e non da niente..
e non da luce..
da solo veleno come un serpente .
Lo scirocco che soffia dal mare..
è un vento caldo..ma a me fa tremare .
La notte che mi sorprende..
non ha la luna..
non ha le stelle..
e come un sacco che mi copre..
come un pianto senza voce..
come una tomba senza la croce .
Ma se adesso arrivi tu ,
fai un miracolo come Gesù ,
fa che il mio mondo non sia più piatto..
e che il vento caldo non mi faccia più tremare..
e che le mie notti abbiano la luna che riempia l'intero mare..
che la mia vita non sia più un cono d'ombra...
e metti una croce sopra la mia tomba 
Luciano ( Poesia mia )  

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2006/12/3

Non vi scandalizate.... ^____*

Qualcuno potrà storcere il naso....ma questa è una delle più note e colorite poesie di un grandissimo scrittore e poeta popolare ...

Chi vvò cchiede la monna a Ccaterina,
Pe ffasse intenne da la ggente dotta
Je toccherebbe a ddí vvurva, vaccina
E ddà ggiú co la cunna e cco la potta.

Ma nnoantri fijjacci de miggnotta
Dimo scella, patacca, passerina,
Fessa, spacco, fissura, bbuscia, grotta,
Freggna, fica, sciavatta, chitarrina,

Sorca, vaschetta, fodero, frittella,
Ciscia, sporta, perucca, varpelosa,

Chiavica, gattarola, finestrella,

Fischiarola, quer-fatto, quela-cosa
Urinale, fracosscio, ciumachella,
La-gabbia-der-pipino, e la-bbrodosa.

E ssi vvòi la scimosa,
Chi la chiama vergoggna, e cchi nnatura,
Chi cciufèca,
tajjola, e ssepportura.......

Giuseppe Gioacchino Belli

2005/9/3

Saldi Di Fine Stagione......... :-(

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Il tempo lento e veloce
sempre nelle situazioni che non serve
L'estate è finità
Si aggirano gli ultimi turisti
come insetti sfuggiti a un pesticida
Al ristorante
sono tutti stanchi e un  pò nervosi
un cameriere chiede a dei signori
cosa prendono da bere e questi
siamo venuti quì per mangiare
Fuori dal locale legato a un tavolino
non accettato dai commensali
un cane che ha perduto la memoria

non si ricorda di abbaiare
e cerca di scavare il pavimento
Vengo distratto dalla televisione
che parla di un uomo che passava
con la macchina davanti a una chiesa
e nel farsi il segno della croce
ha investito un bambino
Poi entra una donna brutta
con due bellissime figlie
e mi viene da pensare
che non sempre ciò che promette bene
va per il meglio
e che anche dal peggio si creano cose buone
In questi saldi di fine stagione
strizza il mio cuore una nonna
che mangia quasi niente
e considera suo nipote
come ultimo appiglio alla vita

che la sta per lasciare
2005/7/13

Alla Luna......

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Lady Luna da lassù mi sorride maliziosa,

 dal suo cielo tutto blu lei mi guarda silenziosa.

Io che osservo il suo splendore resto lì come incantato

 e contemplo il suo lucente candore argentato.

 Lady Luna, questa sera,

 a me pare ancor più bella:

e  il suo volto  di  fata,

si riflette nelle stelle.

 Luminosa nelle notte tira fuori uno sbadiglio,

 vede amore ed aspre lotte e però non batte ciglio.

 Lady Luna, se la guardo col mio occhio un po' abbagliato,

 sembra quasi lanci un dardo nel mio cuore innamorato.

 E dal cuore che sospira,

che ora geme amaramente

ed affranto già delira fugge assai velocemente

 l'amoroso sentimento che rincorre a perdifiato,

 senza perdere un momento,

chi un bel dì l'ha suscitato

2005/7/10

La pioggia nel pineto (lacrime del cielo)

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Taci. Su le soglie
del bosco
non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano
gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove
su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su
i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ign
ude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che
hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude

ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove
!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione
.

2005/7/3

Solo la notte......

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Solo la notte ho il coraggio di sognarti.
 Guardo il cielo e penso che anche tu lo stia facendo.
Solo la notte ho il coraggio di pensarti.
 Quando stretta al mio braccio dicevi e per sempre.
 Solo la notte ho il coraggio di ricordarti con i capelli bagnati asciugandoti al fuoco dicevi :
ovunque tu sarai ricorda sempre la nostra canzone.
 Vivessi mille anni mai potrei dimenticare quella sera quel momento in cui stringendomi dicevi torna.
 Solo la notte ho il coraggio di rimpiangerti.
Quando fuori non ero io dietro la tua porta.
Solo la notte posso speraredi vederti arrivare chiamarmi,esorridermi ancora.Solo di notte ho il coraggio di piangere.
2005/6/6

l'eterno amore

Che luce rompe da quelle finestre lassù? Lì è l'Oriente. E Giulietta il sole. Levati, o sole bello, a cancellare la gelosa luna sbiancata e livida di rancore perché tu, vestale sua, sei bella, molto più bella di lei. Non farle più da ancella, se è così invidiosa di te: ché tanto il suo manto di vestale s'è fatto ormai livido e consunto, e non lo portano più che le pazze . Buttalo via. E' la mia donna, oh! Il mio amore.
Ah, potesse saperlo, lei, che è così! Ecco, parla ...ma senza parole. E com'è? Parlano i suoi occhi. Risponderò. Eh, come corro! Non parla con me.
Due delle stelle più vive di tutto il firmamento
essendo occupate altrove, hanno pregato i suoi occhi di brillare nelle loro orbite fino al loro ritorno
E se fossero i suoi occhi, lassù, e loro, le stelle, in fronte a lei? Allora la luce del suo viso farebbe impallidire di mortificazione le due stelle, come lampade in pieno sole; e di lassù i suoi occhi versano per i campi dell'etere un tal fiume di luce che gli uccelli, credendo finita la notte, tutti insieme si mettono a cantare...

2005/5/31

Il perduto mai perduto amore

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.

Puedo escribir los versos más tristes esta noche. Escribir, por ejemplo: La noche está estrellada, y tiritan, azules, los astros, a lo lejos. El viento de la noche gira en el cielo y canta. Puedo escribir lo versos más tristes esta noche. Yo la quise, y a veces ella también me quiso. En las noches como ésta la tuve entre mis brazos. La besé tantas veces bajo el cielo infinito. Ella me quiso, a veces yo también la quería. Cómo no haber amado sus grandes ojos fijos Puedo escribir lo versos más tristes esta noche. Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido. Oír la noche inmensa, más inmensa sin ella. Y el verso cae al alma como al pasto el rocío. Qué importa que mi amor no pudiera guardarla. La noche estrá estrellada y ella no está conmigo. Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos. Mi alma no se contenta con haberla perdido. Como para acercarla mi mirada la busca. Mi corazón la busca, y ella no está conmigo. La misma noche que hace blanquear los mismos árboles. Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos. Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la quise. Mi vos buscaba el viento para tocar su oído. De otro. Será de otro. Como antes de mi besos. Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos. Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero. Es tan corto el amor, y es tan largo el ovido. Porque en noches como ésta la tuve entre mis brazos, mi alma no se contenta con haberla perdido. Aunque éste sea el último dolor que ella me causa, y éstos sean los últimos versos que yo le escribo.