Luciano ®© 的个人资料<{--Þ¢¶*“IL MIO MONDO۝AL...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


2009/4/1

L'Amore va al di là del tempo e dello spazio (una bella storia vera)

....A volte, l'amore, con gli anni non si assopisce proprio del tutto, può capitare che abbia degli improvvisi risvegli, quasi una necessità di ritorno nel passato, qualcosa come la bella poesia di Lamartine, Le lac, dove il poeta ritorna sulle rive del lago che vide un suo momento d'amore felice per cercare di riviverlo con la stessa intensità. E' ciò che è accaduto a un'anziana signora di 78 anni, che vive, insieme al marito di 84, in una casa di riposo nei pressi di Asti. A un certo punto, dopo cena, è scomparsa.Nessuno riusciva a capire dove potesse essere andata, fino a che il marito,colto da intuizione, ha detto: io credo di saperlo. E infatti lei era lì,seduta su una panchina di un viale alberato. Ma non una panchina qualsiasi,perché quella era la loro panchina, la stessa che cinquant'anni fa aveva visto i loro primi incontri, i primi baci, le prime effusioni di due giovani innamorati di altri tempi.Qualche volta, gli dei, continuano a guardarci anche se non siamo più giovani e belli come vorremmo. E in questi casi, il loro, non è uno sguardo pietoso, bensì una felice intermittenza che regalano al nostro cuore, un'illusione di ritorno che ci permettono di rivivere tutta al presente. Ci viene spontaneo chiederci a cosa si sarà messa a pensare quell'anziana signora, seduta, al crepuscolo di una sera d'estate, su quella panchina che l'aveva vista giovane e innamorata. Potremmo quasi immaginarla nostalgica.Ma sbaglieremmo, perché gli dei, quando vogliono, sanno essere molto generosi. Magari lo fanno con un pizzico di crudeltà, per sorridere delle nostre debolezze. Ma noi non ce ne accorgiamo e accogliamo il loro sguardo come un grande regalo della vita. Quella signora, scappata per poche ore dalla casa di riposo, seduta su quella panchina, non era più la donna anziana che è diventata oggi. Solo esternamente possiamo ancora vederla così, perché dentro lei è riuscita a far resuscitare una sua vita perduta,una delle tante che, negli album di famiglia, spesso tutti noi rivisitiamo nell'amara consapevolezza che, ovunque andassimo a cercarci così come siamo stati immortalati in quello scatto, non potremmo mai più trovarci. Ogni stagione che passa è una nostra vita che muore. Quei bambini, quegli adolescenti, quei giovani, quegli adulti, sono morti anche se noi siamo ancora vivi. Ma qualche volta, un ritorno d'amore, cambia il ciclo dei segmenti che formano la nostra vita. Alla donna che ne ha rivissuto uno tanto importante, va tutta la nostra tenerezza. All'uomo capace di suscitarglielo ancora, tutta la nostra ammirazione....

2005/7/7

L'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre......

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: "Si gioca a nascondino?". "Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità. "Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare". Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia. 1,2,3. - la Follia cominciò a contare. La fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi. L'Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso. La follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano. La disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove. "CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare. ». La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: "Dov'è l'Amore?". Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre. L'Amore accettò le scuse. Oggi,l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.....